La città dei matti…….

 

C’era una volta la città dei matti

Ho seguito con molto piacere la fiction trasmessa su Rai Uno incentrata sulla vita e il lavoro di Franco Basaglia, promotore di quella legge, la famosa 180 del ‘78 che rivoluzionò il concetto di cura nei trattamenti psichiatrici. Per quel poco che conosco di questa figura e del suo pensiero a me sembra che la fiction senza scivolare nel retorico, anche se a volte poteva risultare un po’ melensa, abbia reso bene la figura di questo grande rivoluzionario. Ho letto che per il regista è stato duro trovare degli attori "brutti, sporchi e cattivi" in questo mondo di super machi attenti alla propria immagine, ma devo dire che l’effetto è stato veramente reale, ho provato compassione, dolore, empatia per tutti loro. Bravo Fabrizio Gifuni! Ha colto con maestria il personaggio, e non da meno l’attrice Vittoria Puccini, bravissima…………….

Bellissima la scena dell’infermiera: dice che i malati con quelle divise, vestiti tutti uguali, erano per lei spersonalizzati,  ma, quando hanno cominciato a riprendersi la propria individualità, sono diventati persone e a quel punto non è più riuscita a rimanere impassibile di fronte a certi trattamenti spicciativi e crudeli che non tenevano conto che ci si trovava di fronte ad individui che prima di essere malati erano appunto persone.

Ancora oggi c’è chi dice che chiudere i manicomi è stato uno sbaglio, che molte famiglie hanno faticato a contenere i familiari con forti disagi psichici, a mio modesto parere la legge è giusta ma come spesso accade non è stata applicata nei modi adeguati.

"Un malato di mente entra nel manicomio come ‘persona’ per diventare una ‘cosa’. Il malato, prima di tutto, è una ‘persona’ e come tale deve essere considerata e curata (…) Noi siamo qui per dimenticare di essere psichiatri e per ricordare di essere persone"

Franco Basaglia

Direttore Ospedale Psichiatrico Provinciale di Gorizia

1964

“A partire dagli anni ’60, già docente universitario, il giovane Basaglia viene allontanato dal mondo accademico per le sue idee rivoluzionarie. Da direttore dell’ospedale psichiatrico di Gorizia, si imbatte in elettrochoc, letti di contenzione, camice di forza e celle d’isolamento. Sconcertato e angosciato, esclama: “questo qui è un lager, e finchè c’è il lager, nessuna terapia è possibile”. I rapporti tra personale medico e paziente sono di tipo carceriere/carcerato, o, meglio, carceriere/ergastolano, com’è tipico delle “istituzioni totali”, per usare la celebre definizione del sociologo Erving Goffman. Se la cultura del tempo accettava una simile ingiustizia, Basaglia non può farlo, e parte la rivoluzione: il manicomio va scardinato.

Per raggiungere l’obiettivo, lo psichiatra è pronto a fare qualcosa che mai nessuno aveva fatto: fa aprire le gabbie, slegare i malati dai letti. Soprattutto, ascolta le persone che ha di fronte, proprio perché convinto che siano esseri umani, e in quanto tali vadano trattati con estremo rispetto. Grazie a Basaglia i pazienti possono esprimere i loro pensieri, manifestare i propri bisogni. Tutti iniziano a interagire: da Margherita, una giovane donna rinchiusa ingiustamente dalla madre, a Boris, reduce di guerra legato al letto da quindici anni. Ai degenti vengono poi restituiti gli effetti personali sottratti all’ingresso dell’ospedale. È il primo passo per restituire loro la dignità di persone. Il secondo passo sarà quello di organizzare gite in città, andare in visita dai parenti. “I grandi cambiamenti spesso nascono dalle piccole cose”, afferma Basaglia."

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12 thoughts on “La città dei matti…….

  1. JUna legge umana e "moderna" ….peccato che non sia stata applicata nella sua interezza …i manicomi, ghetti dove chi nn era pazzo lo diventava ….un po\’ come il riformatorio o la galera ….sono stati chiusi, ma le strutture di sostegno devono ancora arrivare ….e di sicuro non bastano i cim oberati di pazienti ….e come sempre, chi ha i mezzi se la giostra con costose terapieprivate …. gli altri si arrabattano in una quotidianità durissima ….Cambio argomento …. oggi sul giornalino che distribuiscono ai pendolariall\’uscita dalla stazione ho letto di un reading di poesia a Torinoche secondo me dev\’essere molto interessante … fossi vicina ci verrei ….Art cafe\’ le Meridien, via Nizza ….Bacio e dolce serata ….elisa

  2. GRAZIE DI QUELLO CHE PROPOSTI OGNI VOLTA AMICA MIA ,SEMPRE INTELLETUALE E MI PIACE TANTO QUESTOUN DOLCE BACIONE LIETO FINE SETTIMANA

  3. La cosiddetta "legge Basaglia" non è mai stata applcata secondo la logica e gli insegnamenti derivanti dai principi della sua scienza psichiatrica. Come era già stato fatto per le case chiuse, di fatto, i governi delle rispettive epoche si sono limitati a stabilire, per legge, una volta, che non esisteva più la prostituzione, e,la seconda volta, che non esiste la "pazzia". Nel primo caso la prostituzione si è trasferita nelle strade. Nel secondo è stata scaricata in massima parte sulle famiglie o, quando ciò non è stato possibile, i malati sono rimasti ancora, tipico il caso dell\’ospedalde psichiatrico di Novara dove chi non aveva parenti che se ne assumessero la responsabilità, è rimasto nella stessa struttura di prima, ridotta come spazi assegnati, e senzxa più la scritta "Ospedale psichiatrico"!Una legge di avanguardia, di grande civiltà morale, sociale, politica e medica, spogliata delle previste strutture d\’appoggio, di fatto, ha fallito i suoi obiettivi o, nella migliore delle ipotesi, è stata applicata in modo raffazzonato. All\’italiana dove sui problemi sociali ingrassano, vergognosamente, gli speculatori!!!Se veramente fossimo un popolo civile tutto ciò non potrebbe succedere! Come non potrebbero succedere gli scandali che quotidianamente occupano pagine e pagine dei quotidiani italiani ed internazionali, come sta avvenendo anche in questa ore!Ciao, buona serata. Un abbraccio

  4. Chi mi ha preceduto ha già detto tutto……sono pienamente d\’accordo, in Italia non mancano le leggi…..il problema è che non vengono apllicate come dovrebbe essere. Ciao Luciana un caro saluto e un forte abbraccio, buon fine settimana!

  5. non hoseguito la fictionormai non guardo più la televisione ma so per esperienza passata che alle volte le tanto disprezzate fiction propongono temi interessanti trattati in modo non superficialeper quanto riguarda la chiusura dei manicomi non ho nulla da aggiungere a quanto già detto…l\’idea è giustapoi…la realtàper l\’assenza di strutture o di applicazione della leggediventa un orribile incubo per alcuni…buon fine settimana LucianaClaudia

  6. Una legge giusta e umana, ma senza le strutture e direi la volontà politica di applicarla. Siamo in Italia ! un bacio, dolce notte e buon fine settimana

  7. la chiusura dei manicomi è stato un passo avanti verso una maggiore "umanità" intesa come solidarietà verso il prossimo, sensibilità.a mio parere sarebbe giusto però offrire alle persone malate struture che possano garantirgli una via di guarigione personalizzata, caratterizzata da una strada da percorrere insieme alle loro famiglie e nella più completa serenità. un sorriso aiuta a guarire molto più delle medicine!

  8. Non ho visto la fiction , ma ho letto qualcosa sull\’argomento ….Penso che la legge sia stata un atto dovuto in un paese "civile "Purtroppo fatta la legge , tante famiglie e tanti "matti" sono stati abbandonati dallo stato e dalle strutture adatte …Ma si sa ….in Italia tutto cio passa sotto la voce SPESE !!!Grazie a Dio c\’è stato tanto volontariato …ciao Lele

  9. … tu cerchi di ignorare la data … io è da ieri che mi rimbambiscocon canzoni d\’amore … per la serie facciamoci male da soli …….e sarà pure una festa consumistica … e sarà pure che dovrebbeessere san valentino tutti i giorni …. tutto quello che vuoi ….ma capita che in certi giorni la mancanza di un amoreda vivere si senta piu\’ forte …..una mia carissima amica … sorella d\’elezione, ha frappostofra sè e l\’amore un muro altissimo … a volte la invidio …ma so che nn potrei mai vivere senza credere nell\’amore ….senza essere innamorata dell\’amore …e come te, nonostante le botte prese, ci spero ancora …….come canta Vecchioni nella sua Canzone per Alda Merini,un\’altra che di botte dalla vita ne ha prese ma ha cantatol\’amore fino all\’ultimo respiro …"l\’amore che manca è l\’amore che fa male"bacio ….elisa

  10. Grazie Luciana di aver parlato di questa fiction! La RAI a volte si ricorda che la sua principale mission è quella di fornire cultura, spunti per pensare e riflettere su grandi problemi della nostra società come è ad esempio quello dei malati di mente. La malattia mentale è una malattia come tutte le altre e mette le famiglie dei malati di fronte al problemi di doverli gestire. Ma come ha detto Basaglia se un malato entra in ospedale non perde i suoi diritti civili e la sua dignita anche se diventa un malato terminale, il malato di mente. prima della legge Basaglia, diventava peggio di un carcerato simile ad un animale nello Zoo, recluso dietro una gabbia senza più personalità maltrattato, turturato, annullato, ignorato. Con la legge voluta da Basaglia tutto questo dovrebbe cambiare, con molta lentezza, con molti pregiudizi,con molte perplessità degli addetti ai lavori e delle famiglie dei malati, ma forse finalmente si è imboccata la strada giusta. Chissà se questa fiction ha risvegliato l\’interesse e sull\’onda dell\’emozione non si cercherà di applicarla meglio la Legge 180 anche a costo di migliorarla se mostrasse, nei 32 anni trascorsi, qualche smagliamento. Per quanto riguarda, invece, l\’interpretazione degli attori sono rimasta veramente ammirata, Fabrizio Gifuni ha confermato, ancora una volta, la sua bravura, ma chi mi ha stupito è stata Vittoria Puccini, altro che Elisa di Rivombrosa, senza ignorare gli altri interpreti tutti bravissimi. Grazie a chi ha voluto ed ha insistito per fare questa fiction e grazie a chi l\’ha prodotta: la signora Claudia Mori.

  11. purtroppo non seguo le fiction ,ho un\’allergia per le cose a puntate, ma è umanamente logico pensare hai malati mentali come persone e non come animali in gabbia ,hanno una dignità e come tali vanno rispettati…. ciao un abbraccio

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