Nel mare ci sono i coccodrilli

 

 

La storia mi ha commosso quando è stata raccontata da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, all’incirca un mesetto fa.

Ho visto il protagonista del romanzo che raccontava con atrocità, ma anche ironia, la sua storia. Il pensare che nel nostro mondo a 25-30 anni e anche più, si viene considerati ancora ragazzi, mentre in altre terre a 10 anni devi improvvisamente diventare adulto e imparare a sopravvivere………… Facesse aprire gli occhi anche soltanto a qualcuno, sarebbe comunque un risultato importante….

Dopo aver ascoltato l’intervista ho deciso di comprare e leggere “Nel mare ci sono i coccodrilli” (successo enorme anche alla Fiera del Libro). Ho seguito con attenzione e curiosità il racconto di quel ragazzo dai capelli corti e dal sorriso diverso e gentile. Mi ha attratto il suo modo di parlare italiano, il suo racconto che mescolava sciagura e voglia di vivere insieme ad immagini agghiaccianti trasposte con lo sguardo di chi, seppur poco più che ventenne, ha già visto e raccolto decine di mondi.
Fabio Geda ha dato voce e inchiostro alla storia di Enaiatollah.

Leggendo “Nel mare ci sono i coccodrilli” ho avuto la sensazione di sedermi anche io accanto a loro, per ascoltare un’incredibile avventura. Una storia che incanta e rapisce perché, pagina dopo pagina, riesce a condurre attraverso spazi e tempi che sono quelli che conosciamo ma che in realtà non conosciamo affatto perché troppo spesso sono filtrati da pregiudizi, approssimazioni, luoghi comuni e finzioni mediatiche.

Il racconto inizia quando Enaiatollah ha intorno ai dieci anni ed è alto come una capra”. L’età precisa di Enaiatollah non è nota: nessuno sa esattamente in che giorno e in che anno sia nato…………

……..Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età. Questa è la sua storia ………

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14 thoughts on “Nel mare ci sono i coccodrilli

  1. Davvero molto bello cara Luciana…..hai ragione, molte volte è difficile per noi comprendere certe realtà così distanti dal nostro modo di vivere e di pensare. Ciao cara amica, ti auguro un felice fine settimana, un forte abbraccio!

  2. Un esempio di vita per chi magari crede che la "nostra" sia una vita vuota.Amiamo la vita in ogni suo aspetto. Enaiatollah la ama, e fino ad oggi non era stato così fortunato…Buon fine settimana da Carlo.

  3. Avevo seguito anch\’io l\’intervista. Commovente la storia di questo ragazzo decisamente molto meno fortunato di tanti nostri viziati e smidollati ragazzi che, pur vivendo in un mondo irresponsabilmente dorato, si lamentano di tutto e non rispettano nessuno, incominciando dai genitori e dagli insegnanti.E\’ una storia quella raccontata che bisognerebbe leggere e commentare a scuola, dalle elementari all\’università, ma anche farla leggere e commentare a molti genitori nostrani!Ciao, buon WE. Un abbraccio.

  4. Buongiorno Luciana…è una storia che fa riflettere sulle frivolezze a cui siamo attaccati. Una storia che riesce a farci capire la differenza tra le nostre vite e quelle degli altri…Buona giornata Luciana…:-))

  5. @OsvaldoE\’ vero.E\’ un libro che si dovrebbe leggere nelle scuole; chissà che qualcuno ne possa trarre qualche beneficio……..

  6. ho capito da quello che leggo ehai scritto cara amica che si deve essere molto interessante ed educativo…grazie che ce l hai farci saperlabaci dolci per te e l augurio di un weekend in serenita

  7. Brava Luciana,questo libro merita davvero di essere raccontato a tutti!Ho ascoltato Enaiatollah al Salone del libro il mese scorso. E come ho scritto sul post, mi ha davvero emozionata. Un racconto che sembra un romanzo, ma è la sua vita!Di quando chiedeva : Rum, rum!e l\’italiano basito gli porta la Coca Cola e gli dice: No, rum, bevi questa!!Invece lui voleva andare a Roma, ma non sapeva come farsi capire….Alla presentazione c\’era la sua mamma adottiva di Torino. Lo nha preso in casa, sporco e coperto di stracci….ed ora vive con questa nuova famiglia in affido. Che bella gente abbiamo anche noi….Il giorno prima della presentazione, allo stand mi ha autografato il libro, non lo conoscevo, non sapevo della sua storia, ma si è offerto con un sorriso ed una gentilezza così naturale da lasciare senza pèarole!E come ama ripetere lui: Gli Afghani non sono Talebani!!

  8. @GiusyPurtroppo alla Fiera me lo sono perso……..E\’ comunque un racconto incredibile. Concordo certamente con te e con lui, sull\’ultima frase……………. gli afghani non sono talebani!

  9. Questo libro mi pare di capire che rispecchi un po\’ le "disavventure" di molti immigrati che si trovano a dover lottare con i denti con i pericoli e i disagi di ogni giorno. Mi sembra un libro interessante.. forse per me però un po\’ troppo impegnativo… 🙂

  10. Mi piacciono le storie di vita vissuta..Mi chiedo se ha più rivisto la sua vera madre.Nel libro ne parla?Ho notato che abbiamo tanti amici in comune..che ne pensi se lo diventiamo anche tra di noi?Originale come presentazione vero?;-)serena domenica

  11. La domenica in cui al Salone del libro di Torino è stato presentato il libro io c\’ero, peccato che venivo da un altro evento e sono arrivata alla fine, ritengo che lo spazio del caffè letterario sia stato insufficiente, questo evento meritava una sala più capiente. Il problema dell\’Afghanistan è così grave da non riuscire trovare una soluzione piena nel breve periodo. Profughi come Enaiatollah c\’è ne sono tanti nel mondo, che siano riusciti a trovare una soluzione positiva come la sua invece ce ne sono pochi. E pensare che proprio visitando il MAO ho appreso che nel passato nell\’Afghanistan c\’era la culla della civiltà medioorientale islamica oggi purtroppo non è così, può un paese arretrare come è successo a questo popolo e di chi è la responsabilità?

  12. e come sempre prendo nota e questa volta con uno scopo in più lo leggerò e magari lo proporrò ai miei alunni nel prossimo anno scolasticoci sono libri che devono essere lettiun sorrisoClaudia

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