La collega tatuata

La protagonista e voce narrante di questa storia è una ‘profia’, una donna di mezza età: un’ironica e brillante professoressa quarantenne, una donna informata e curiosa, leggermente frustrata, a volte un po’ irritabile e tignosa che ogni tanto si lascia andare alla depressione. Quando a scuola si presenta un’insegnante nuova, Bianca De Lenchantin ,bionda, bella, ricca, elegante al punto da potersi permettere di sfoggiare un tatuaggio multicolore, nessuno sembra disposto a trovarla simpatica. Ma quando la nuova collega finisce misteriosamente ammazzata, le cose cambiano. La nostra profia decide allora di mettere le sue doti di intelligenza, tenacia, acume e ostinazione al servizio dell’indagine poliziesca. E scoprirà che condurre indagini può essere molto pericoloso. Soprattutto se il commissario è un uomo insospettabilmente colto e affascinante…

Dal libro é stato tratto il film "Se devo essere sincera"!

Film del 2004 in cui Luciana Littizzetto e Neri Marcoré sono amanti e alle prese con un omicidio, interamante ambientato a Torino!

 

 

Allora io adoro la Littizzetto, Neri Marcoré é molto bravo e il film é stato girato in luoghi che quotidianamente frequento……impossibile che non mi sia piaciuto!

Posso affermare che il film, forse per esigenze cinematografiche o piú semplicemente per renderlo piú accattivante e godibile, non rispetta in pieno il libro (niente tradimento del marito, niente scappatella con il commissario).

Il libro é rapido soprattutto quando lei, la protagonista, pensa e costruisce i suoi scenari; aggettivi usati a cascata senza essere intervallati dalle virgole (quando pensiamo mettiamo le virgole!?!?!?!) accompagnati da una buon dose di riferimenti letterari e non. 

Non immagino artista migliore della Littizzetto che potesse impersonare cosí a fondo la protagonista: talento naturale o affinitá caratteriali?

Propendo piú per la seconda.

Insomma un libro da leggere, un film da guardare
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6 thoughts on “La collega tatuata

  1. Un modo diverso di sorridere, commedia di tipo nordico per l\’uso discreto dell\’umorismo, lievemente surreale e adatto allo stile di Luciana Littizzetto….. Anch\’io adoro la Littizzetto… il suo andare incontro al pregiudizio per cui una donna non può far ridere:

  2. gli uomini possono permettersi di fare battute con doppi sensi, e di loro si ammira la comicità, ma se una ragazza prova a fare una battuta simile viene guardata male…..Grande la Littizzetto!!Buona domenica…un abbraccio Francesca

  3. La Littizzetto è davvero mitica…….la sua ironia è unica……la trovo davvero bravissima! Ciao Luciana un caro saluto e un abbraccio fortissimo cara amica, buona domenica!

  4. Anch\’io ho letto il libro e visto il film, giusto il tuo giudizio sul fatto che trai due non ci fosse molte cose aderenti, a aprte l\’omicidio della collega, le indagini del Commissario Berardi coadiuvato dalla prof. Baudino. Che la Littizzetto sia più aderente al personaggio della profia della Veronica Pivetti non è una mia scoperta credo che hiunque se ne accoga da solo.

  5. le trasposizioni cinematografiche dei film si discostano sempre per esignze narrative e non… a volte ci mettono del loro..spesso omettono fete importanti…per questo quando possibile è meglio vedere prima il film che non viceversa…lo farò visto che non ho letto il libro…un saluto dal max

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