La Patria, bene o male

La patria, bene o male. Almanacco essenziale dell'Italia unita (in 150 date)

Apprezzo molto e non mi perdo mai la rubrica di Massimo Gramellini su uno dei maggiori quotidiani italiani nonché i suoi interventi nella trasmissione televisiva “Che tempo che fa”.

Adesso la sorpresa dell’accoppiata Fruttero – Gramellini, esperimento pienamente riuscito: la lettura della loro opera è al contempo piacevole ed istruttiva, piacevole perché la narrazione di mille episodi della nostra storia unitaria scorre via veloce senza che ce ne accorgiamo, istruttiva perché ci riporta alla mente tante situazioni che avevamo letto nei libri di storia o che avevamo vissute nella contemporaneità o che semplicemente sconoscevamo. Il “valore aggiunto” del libro è il taglio della narrazione che è assolutamente inimitabile, leggero e scorrevolissimo.

Libro eccellente! Pensavo di metterci dei mesi per finirlo (anche perché è bello spesso) ed invece……..molto piacevole. Non ha mai voglia di smettere.

Fruttero e Gramellini ci offrono la possibilità per fare un “ripasso generale” su quelli che sono stati gli avvenimenti decisivi nella storia della nostra patria, dalla sua nascita ai giorni nostri. La narrazione è impreziosita dalla rievocazione di fatti “minori” che nessun libro di storia ha mai riportato ma che hanno il pregio di dare maggior senso al contesto storico che li contiene.

150 date come filo conduttore per raccontare in 150 piccole storie la grande storia del nostro Paese dall’Unità ad oggi: questa la formula semplice ma certo innovativa scelta da Carlo Fruttero e da Massimo Gramellini per celebrare a modo loro i 150 anni di vita della nostra nazione. Il duo Fruttero-Gramellini ripercorre infatti, a quattro mani, i grandi eventi della storia italiana, dall’istituzione del Parlamento alle guerre mondiali, dalla nascita della democrazia ai fatti dei nostri giorni, chiamando in causa i personaggi – politici, intellettuali, artisti e scienziati -che hanno contribuito a fare del nostro un grande Paese. Il risultato è un mosaico che rivela una storia d’Italia diversa, spesso più interessante di quella che c’è stata raccontata, un po’ noiosamente, a scuola. Recuperando date ed eventi a volte dimenticati e forte di una scrittura brillante e ironica, il libro offre al pubblico una lettura affascinante e divertente dei 150 anni della nostra Unità nazionale.

Attuale più che mai, torna la frase pronunciata da Massimo D’Azeglio dopo la proclamazione dell’unità: “L’Italia è fatta, ora si tratta di fare gli italiani”. Nessuno ci è ancora riuscito! Povera Italia……….

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13 thoughts on “La Patria, bene o male

  1. Buongiorno Lucia, non conosco approfondito la storia italiana, per il semplice fatto che sono austriaca, e a scola si impara soltanto la storia propria.. Comunque mi piace leggere il tuo post, cosi mi allago il mio orizzonte.. Per me la patria dovè cera la mia culla, dove ho vissuta la mia infanzia, quando la mia vita era serena.. Oggi dopo tanti anni non sento più questo legame della patria, anzi oggi mi sento libera e mi dichiaro cittadina del MONDO.. ti abbraccio Pif

  2. Una frase molto attuale cara Luciana….e ci siamo ancora lontani purtroppo, sempre interessante conoscere la storia della nostra Patria, non se ne sà mai abbastanza. Ti auguro un buon inizio settimana, un abbraccio!

  3. E’ verissimo, bisogna davvero fare gli italiani, naturalmente non tutti, anzi credo siano solo una piccola parte sparsa in tutte le zone dell’italico suolo, ma quella minoranza fa più molto più chiasso di tutto il resto.
    Ti auguro una buona giornata, con amicizia, Vito

  4. Nessuno ci è ancora riuscito e c’è da aggiungere che questa Italia la vogliono distruggere, ripartire nuovamente in tanti pezzi. Torniamo indietro invece di andare avanti. Grazie per l’indicazione di questo libro, prendo nota 🙂
    Buon inizio di settimana, Pat

    P.S. Per i libri di cui parlo nel mio post, bisogna scrivere alla mail che ho indicato, ti daranno tutte le informazioni necessarie. Grazie, Pat

  5. Mi hai incuriosito, vado senz’altro a comprarlo. Da quel che leggo, sarebbe il libro giusto, forse, per certi nostri politici che, con la loro politica fanno di tutto per dividere, probabilmente “ignari” della nostra storia.

    Per fare gli Italiani credo ci voglia ancora molto lavoro, anche se forse basterebbe soltanto un po’ di coscienza in più, nel senso di appartenenza, di amor proprio.

    Grazie per input.

    Buona gironata anche a te!

  6. Mi sa che fare gli italiani è ultimamente una responsabilità troppo grossa per i nosrui politici!
    Hai ragione cara…. l’accoppiata è davvero entusiasmante e il libro, che non ho letto, lo compro appena posso…. mi hai incuriosiita come che!
    Buon inizio settimana tesoro!

  7. gli italiani ma gli italiani siamo noi sai luciana questo un discorso complesso lo potrei riassumere in due parole gli italiani si sono fatti da soli alcuni meglio altri peggio oggi tempo corrente ci sonomolte cose da rivedere e non sò se questo è possibile dovremmo in primis ripartire dalla scuola ed insegnare ai ragazzi le fondamenta con il sostegno della famiglia insoma si entra in tunnel senza uscita ma ci si deve provare credo di no essere stato molto chiaro va- bè ti saluto con affetto nazzareno

  8. Gramellini piace anche a me…così garbato, e con temi sempre molto interessanti.
    Fare gli italiani, un’impresa non da poco…chi mai potrà riuscirci?Ai posteri l’ardua sentenza…
    Buona serata, carissima Luciana, e un grande abbraccio!

  9. Gramellini con la sua rubrica sulla cronaca della settimana è una delle colonne di “che tempo che fa”.
    In pochi minuti, richiama i fatti salienti della settimana con un linguaggio semplice ed efficace.
    Non vivendo più in Piemonte, purtroppo, non leggo più La Stampa ma aspetto il sabato per ascoltare il suo rendiconto il cui contenuto è spesso più efficace di un articolo di fondo.
    Ciao e buon pomeriggio. Un abbraccio.

  10. Apprezzo Gramellini e le sue pillole di saggezza; inoltre l’ho conosciuto personalmente e ancora ricordo la sua affabilità e disponibilità verso tutti, senza divismi.
    Concordo tristemente con Patrizia M.,ma aggiungo che, se veramente vogliamo questa nostra Italia unita, è tempo di fare tutti gli italiani e di non stare a guardare l’onda più grossa e modaiola di questo buio momento.
    Non è facile e non è giusto dimenticare i soprusi che mossero 150 anni fa i fautori dell’Italia cosiddetta unita, ma da quei fatti si può e si deve partire per continuare ed iniziare ad essere Italiani.
    Questo è un mio pensiero ed è il pensiero di tanti, ma non di tutti. E ciò la dice lunga sulla difficoltà di fare gli italiani…
    Ciao, un sorriso per te

  11. Di questi tempi direi piu’ male che bene …. 😦
    Mi piace moltissimo Gramellini. lo vedo da Fazio, sempre
    arguto ed intelligente, senza cadere nel banale o nel volgare …
    e chissa se prima o poi si riuscira’ a fare di un insieme di
    comuni uno stato …

    bacione

    elisa

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