Le sorelle Fontana

“Atelier Fontana, le sorelle della moda”

 

E’ finita ieri sera su RaiUno la miniserie in 2 puntate che racconta la storia umana e professionale delle tre grandi creatrici di moda.

Con l’abito nuziale ideato nel 1949 per Linda Christian in occasione del suo matrimonio con Tyrone Power, celebrato in Santa Francesca Romana, nasce a Roma il Made in Italy dalle mani di Zoe, Giovanna e Micol Fontana, tre giovani e raffinate artigiane, arrivate da Traversetolo, in provincia di Parma, divenute in breve, con il loro atelier romano di via di San Sebastianello, punto di riferimento internazionale per l’Alta Moda.

Le Sorelle Fontana creano l’abito di Linda Christian per le sue nozze con Tayrone Power

Sono abiti ideati per donne che hanno segnato la storia del Novecento: principesse, nobildonne, personalità dello spettacolo e della cultura quali Soraya, Grace di Monaco, Jaqueline Kennedy, Gioia Marconi, Marella Agnelli, Palma Bucarelli, Audrey Hepburn, Liz Taylor e tante altre celebrità.
Tra questi anche alcuni modelli degli Anni Cinquanta significativamente legati alla storia del cinema, come il notissimo abito della “linea talare”, ideato per Ava Gardner e poi indossato da Anita Ekberg ne “La dolce vita” di Federico Fellini, quello creato per il film “Le Amiche” di Michelangelo Antonioni o quello indossato da Ava Gardner ne “La contessa scalza” di Mankievwicz.

 

Essere semplici. Essere eleganti sempre quando si esce di casa la mattina. Saper abbinare bene i colori. E uno stesso vestito si può rinnovare anche solo cambiando un dettaglio, un accessorio. Per esempio le scarpe sono importantissime. Le italiane le vedi in pompa magna a teatro e neppure le riconosci di giorno!”

La storia inizia a Traversetolo (provincia di Parma), dove Micol, Zoe e Giovanna lavorano nella bottega artigianale della madre e già realizzano vestiti alla moda.

Alla fine degli anni ‘30 si trasferiscono a Roma, dove (con l’aiuto della principessa Caetani, splendidamente interpretata da Piera Degli Esposti) iniziano la scalata al successo.

Le vicende delle tre sorelle, molto legate tra loro, sono assolutamente vere, e miscelano la tragedia della guerra che hanno vissuto ai drammi personali man mano che la loro fama viene conquistata.

Il tutto sullo sfondo di una Roma capitale del fashion (che ancora oggi non riesce però a dotarsi di un museo della moda).

Peccato che le tre attrici che danno il volto alle sorelle Fontana, seppur molto brave,  non sempre siano convincenti: Anna Valle appare un po’ fredda nella recitazione, la Mastronardi è quella che, secondo me, ha interpretato meglio il ruolo, ma non riesce a scrollarsi di dosso il marchio de I Cesaroni, la De Cola talvolta appare distaccata dal contesto scenico.

Inoltre, a tratti, ho avvertito troppe lungaggini che limitavano il ritmo della sceneggiatura.

Tutto sommato, però,  il giudizio è positivo: in una società nella quale il lavoro e i sacrifici per affermarsi sono stati superati dall’effimera scorciatoia delle apparizioni televisive, l’esempio di tre sorelle che si impegnano fino allo spasimo per affermarsi è un segnale positivo.

Micol Fontana dall’alto della sua venerabile età, si commuove di fronte alla storia della sua vita. E conclude, esprimendo la propria soddisfazione per l’aderenza della fiction alla vita reale:

“Abbiamo fatto della dignità del nostro lavoro un simbolo che speriamo possa essere capito dalle attuali generazioni. L’unico cruccio è non poter condividere questo momento con le altre mie sorelle.”

 

 Ancora oggi Micol Fontana, all’età di 97 anni si occupa di divulgare il nome dell’ Atelier Sorelle Fontana, attraverso la Fondazione Micol Fontana, nella quale collaborano anche le nipoti.

 

 

 

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16 thoughts on “Le sorelle Fontana

  1. Avranno ragione anche loro……esere sempre in ordine d’accordo, ma mettersi in pompa magna per andare al lavoro o a fare la spesa mi sembra un tantino eccessivo no???? Ciao Luciana ti auguro una buona giornata un abbraccio!

  2. Ciao, non ho seguito la mini serie, ma leggendo il tuo post, mi ha incuriosito la storia di questo Atelier delle Sorelle Fontana.
    E bello sapere che l’eleganza è sempre italiana.

    “Eleganza, non significa essere notati, significa essere ricordati.”
    (Armani)
    Ciao, buona settimana.

  3. Non ho visto la fiction e non conoscevo
    la storia delle sorelle Fontana …
    un bellissimo esempio di creatività italiana …
    bacione e dolce serata ..
    elisa

  4. Lo vista ma non tutta …ma mi sembrava molto reale ….
    molto bello il Tuo post ….
    sono riuscite a creare un simbolo Italiano ….
    dolce serata …..

  5. Che abiti bellissimi!!! Le conoscevo come un nome nell’alta moda.
    Adesso conosco anche la loro storia. Grazie mille!
    E’ davvero interessante scoprire le origini di persone che hanno rappresentato così tanto nel loro e, ancora oggi, nel nostro tempo.
    Quanto mi piacerebbe poter indossare uno dei loro vestiti………………!!!!!!!!

  6. Non guardo quasi mai la televisione, ma domenica sera facendo scorrere i canali sono rimasta attratta da queste tre sorelle e non ho più cambiato canale.
    Mi è piaciuta molto la fotografia. le immagini erano davvero molto belle.
    Ieri sera in Croce Rossa ho costretto tutti a guardare la seconda ed ultima puntata.
    Ma che meraviglia di vestiti!
    Anch’io ho notato diverse imprecisioni delle attici, ma tutto sommato il risultato mi è parso positivo.
    E poi, ma quanto bello era il dottorino?? Davvero meritevole!
    La qual cosa non ha guastato….iihh!

  7. ho seguito, e con piacere, la mini fiction e concordo con te nel trovare la Valle la più spenta delle attrici- sorelle. Per il resto, non conoscevo la storia del famoso atelier e delle caparbie e brave sorelle, rispettose, inoltre, della loro e nostra Italia.

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