Museo di criminologia

Dopo anni di restauro ha riaperto al pubblico questo originale Museo torinese

presso il Palazzo degli Istituti Anatomici dell’Università, in Via Pietro Giuria 15,
ricco di reperti unici nel loro genere.

La Torino dei Musei si arricchisce di un tassello unico al mondo nel suo genere. A cento anni dalla morte dello scienziato, criminologo, Cesare Lombroso

il 27 novembre 2009, è stato riaperto, completamente rinnovato il Museo, a lui intitolato, contenente una quanto mai varia collezione di reperti di antropologia criminale.

Il coordinatore del progetto di Museo dell’Uomo, del quale il Museo Lombroso fa parte, professor Giacomo Giacobini, ci tiene a sottolineare che non si tratta di un museo dell’orrore, ma che la ricchissima collezione di crani, preparati anatomici, fotografie, corpi di reato, disegni e oggetti prodotti da carcerati, qui presentata vuole accompagnare i visitatori in un percorso storico-scientifico, in grado di fornire ai visitatori gli strumenti per comprendere il contesto nel quale il Lombroso formulò le sue teorie sull’atavismo criminale, ovvero sulla presenza di caratteristiche ancestrali e ricorrenti nei soggetti che mostrano devianze comportamentali.

Lombroso dedicò gran parte della sua vita allo studio dei criminali e dei pazzi.

Genio o ciarlatano? Illuminato o razzista? Le sue teorie sono state confutate, spesso con veemenza, e sono in gran parte morte con lui. Ciò non toglie che Lombroso possa comunque considerarsi come il primo antropologo-criminale della storia, egli arrivò, infatti, a interessarsi anche al modo di esprimersi dei carcerati, raccogliendo alcuni reperti decorati con scritte e disegni dei detenuti.

Nel 1909, con la morte di Cesare Lombroso, il museo accolse alcuni resti della sua salma: lo scheletro, il volto, il cervello e le visceri. La morte dell’antropologo, però, segnerà anche una fase di declino del museo, fino a che, superato il periodo della guerra, nel 1948 il museo venne trasferito nei locali appositamente costruiti per l’Istituto di Medicina Legale.

Tra i pezzi da non perdere nel moderno riallestimento del Museo, c’è da segnalare il cranio del brigante calabrese Giuseppe Vilella, celebre perché proprio in questo cranio, nel 1870, lo studioso riconobbe alcune forme somatiche ancestrali che lo portarono a giungere alla conclusione che esiste la tipologia dell'”uomo delinquente”, e che la si può riconoscere attraverso specifiche caratteristiche somatiche.

Troviamo anche la forca di Torino, in funzione sino al 1865, data dell’ultima impiccagione, e che da il nome ancora oggi al conosciutissimo “Rondò d’la Forca”

e i paramenti di Cervo Bianco, celebre impostore che incantò l’Europa raccontando d’essere una gran capo indiano.

Purtroppo al Museo non si potevano fare fotografie……quindi tutte quelle che vedete le ho trovate sul Web……..

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14 thoughts on “Museo di criminologia

  1. Ciao Luciana, molto interessante questo museo.
    E’ sempre bello conoscere tramite il tuo blog, questi posti interessanti.
    Buona domenica con affetto

    TANTI AUGURI A TUTTE LE MAMME

    “Quando voi parlate di scienza della criminologia, voi intendete studiare un uomo dal di fuori, come se fosse un gigantesco insetto, o un fenomeno lontano da noi; mentre il più grande orrore del male sta appunto nel fatto che è così vicino a noi, che è in tutti noi.” (Gilbert Keith Chesterton)

  2. Ciao Luciana, ma dove ti ha fatto andare l’affollamento di ieri a Torino!
    Pensare che se sapevo che anche i corridori del giro d’Italia manifestavano con gli alpini sarei venuto a fare la sfilata del raduno di ieri.
    Sicuramente non avrei mai portato la moglie a vedere il museo intitolato a Lombroso, del quale ricordo di aver visto qualcosa in tv, quel tanto da farmi rimanere impressi in mente tutti quei crani, che mi avevano fatto pensare ai massacri dei Khmer rossi in Cambogia.
    Un abbraccio amica cara e buon inizio di settimana!

  3. Ciao Luciana, io sono afffascinata da questo museo..forse non dovrei scriverlo? Forse un giorno “studiando” il mio cranio arriveranno a capire che sono una “buona-forchetta”? 😉 Buona giornata….

  4. Visitare questo museo è stato davvero carino. E’ un po’ diverso dal solito…
    Purtroppo gli spazi sono un pochino ristretti e forse meriterebbe maggiore visibilità. I contenuti però sono densi e interessanti. Consiglio di visitarlo insieme al museo della frutta che è posto proprio accanto. Molto simpatico anche quello, meno interessante dal mio punto di vista ma molto particolare!

  5. Questo museo mi ha messo un’angoscia della miseria , ma ci sono stata per accompagnare mia sorella che essendo psicologa laurea in criminologia , vedeva in Lombroso il suo nuovo Dio.
    A me tutto questo mette i brividi , mumble mumble ..

  6. Ciao cara Luciana, veramente interessante, del Lombroso ricordo di aver effettivamente letto a proposito delle caratteristiche somatiche dell'”uomo delinquente”ed è una teoria che mi ha molto incuriosita e mi è rimasta particolarmente impressa.Visiterei molto volentieri questo museo, spero attivino al più presto un virtual tour. Un abbraccio, buona serata!

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