Geisha per una notte

Ho appena finito di rileggere questo bellissimo libro………

Circondate da un’aura romantica e misteriosa, le geishe hanno spesso esercitato sugli occidentali un’attrazione quasi irresistibile, amplificata dalle leggende che circondano la loro esistenza. Come e perché si diventa geishe? In quale modo le fanciulle vengono istruite? Quali sono i rituali e le “abilità” da apprendere? A queste domande risponde il racconto in prima persona di una geisha, Sayuri, attraverso le complesse, affascinanti tradizioni giapponesi e l’intima essenza, il significato più profondo, nel bene e nel male della vita della geisha. E benché Sayuri racconti la sua storia con la pacata saggezza di chi ha ormai percorso gran parte della vita, la sua voce tesse una trama precisa e vivida, permettendo di entrare in un universo al contempo splendido e crudele.

Su una rivista ho trovato questo articolo legato alle geishe che vi trascrivo con qualche mia modifica………

Belle, colte, raffinate e seducenti. Erano le geishe dell’antico Giappone, la cui leggendaria sensualità è arrivata fino a noi.

Nell’antico Giappone le geishe erano fanciulle educate con rigidità e fin da bambine, ad apprendere ad  essere sempre belle e curate, sempre eleganti; obbligate a saper cantare, suonare, recitare versi a memoria, discorrere amabilmente di filosofia e poesia. Contrariamente a quanto si crede, non erano prostitute, non  venivano pagate per fare sesso. Perciò,  il concetto di trasformarsi in geisha per una notte comporterebbe una nottata faticosissima in cui dimostrare al tuo lui tutta la tua loquacità, la tua intelligenza ed anche tuta la tua capacità di cantare, suonare e di riprodurre la cerimonia del thè.

Quindi, una volta filtrati questi insegnamenti possiamo sentirci libere di dare vita ad una geisha a modo nostro per sedurre il nostro lui e lasciarlo a bocca aperta. Prendersi cura di lui unendo tradizioni passate e qualche trovata contemporanea.

 

Si comincia col prendersi cura di noi stesse. Dovremo farci trovare bellissime e profumate. Se è possibile bisogna indossare una vestaglia di seta e per quel che riguarda la biancheria bisogna sceglierla nera, semplice, anch’essa di seta. Poi dobbiamo pensare all’ambiente. Riempiamo la stanza di candele e prepariamo qualcosa da mangiare che sia possibile consumare anche freddo, magari una coppa di frutta.
Appena lui arriva ……..parlare poco, essere ammiccanti, fargli capire che l’unica cosa che deve fare è togliersi gli abiti da lavoro e rilassarsi affidandosi alle nostre cure. Cominciamo quindi con il passargli sulla schiena un guanto di loofah

 per stimolare i sensi. Proseguiamo poi a massaggiargli la testa disegnando dei piccoli cerchi sul cuoio capelluto. In pochi minuti sarà del tutto rilassato. Passiamo allora al massaggio vero e proprio. Spalle, dorso, gambe, piedi.

Basta poco per dare vita a tanta creatività…… Create l’atmosfera adatta, spegnete la luce… … scegliete un buon olio per i massaggi… … ricordandovi che alcuni oli essenziali hanno un vero e proprio effetto afrodisiaco quando vengono inalati… L’effetto “dovrebbe” essere assicurato.

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14 thoughts on “Geisha per una notte

  1. Ciao Luciana, neanche io ho mai visto la geisha come una prostituta, ma certamente come una donna di grande cultura, classe e molto spesso culturalmente superiore all’uomo a cui si dedicava con tutte le sue forze.
    Prorpio questo mi stona un pochino, perchè magari il tutto diventava un sottomettersi a quell’uomo. Sicuramente bisogna guardare il tutto nell’ambito storico e culturale di quei luoghi, però, in pò mi stona lo stesso. Spero che la mia sia una errata supposizione.
    Purtroppo anche da noi fino a qualche decennio fa, e ancora oggi in alcuni posti, per fortuna pochissimi, la donna è sottomessa all’uomo, quasi ad accettare un determinato ruolo come una inevitabilità della sorte.
    Ti auguro una buona giornata, con amicizia, Vito

  2. Ho letto questo splendido libro…..sicuramente una figura particolare di donna, difficile da comprendere con la nostra mentalità occidentale, ma affascinante. Ciao Luciana ti auguro una buona giornata, un abbraccio!

  3. Ciao Luciana, anch’io concordo sul discorso che il ruolo della geisha, non lo vedo come una prostituta, ma come una donna che cura la sua persona e la sua intelligenza, la geisha vendeva la sua arte non il suo corpo!
    Ogni uomo, dovrebbe essere orgoglioso se potesse avere una compagna un po geisha che lo aspetta a casa.
    Buona giornata con affetto

  4. Sarebbe bello e particolarmente affascinante lasciarsi prendere cura ed essere attorniati da delle Gheishe, presumo che non siamo abituati a quel tipo di cultura, ma credo che ci sarebbe tutto da guadagnare, d’altronte l’arte orientale rimane specifica per i rilassamenti di corpo e di mente, ma anche di spirito, occorrerebbe apprezzare e provare per godere successivamente dei benefici.
    Giorgio

  5. C’è sempre stata questa considerazione sulla geisha, una visione e considerazione occidentale sbagliatissima. Il ruolo della geisha nella società orientale era tutt’altra cosa, ben diversa dalla prostituzione. Anche se in effetti poi alla fine, nonostante i duri cicli di studio su musica, arte, danza e tanto altro, dipendevano pur sempre da un’uomo che le manteneva, anche se non vendeva il suo corpo. Ecco, forse è questo che trae in inganno molti e che ha portato a considerarle prostitute. Ma a parte questo discorso, mi soffermo su quanto scritto, su come trasformarci in geishe per il proprio uomo…. …. ehmmm ce ne sono che sono totalmente ciechi e sordi di uomini e ti puoi trasformare in ogni modo, ma non si sortiscono effetti ahahah. Sai che delusione poi… hihih
    Beh dai, forse sono stata un po’ cattivella in quanto ho scritto
    Ciao ciao

  6. Ciao Luciana, mi è capitato di leggere recensioni di quel libro, come pure apprendere al riguardo di quel tipo specifico di figura femminile del mondo giapponese.
    A me quelle civiltà hanno sempre suscitato una certa freddezza, perchè, pur nella loro rispettabilità e millenaria cultura, mischiano concetti estremi rispetto al nostro modo di intendere.
    Il ruolo di subalternità, come già detto da altri, fa sempre meno parte del nostro mondo, ma anche l’ambiente freddo e formale nei suoi rituali non è da noi, mi mette disagio al solo immaginarlo.
    Comunque sei sempre brava a trovare spun ti interessanti, cara Luciana.
    Un abbraccio e l’augurio di un buon fine settimana, speriamo con meno pioggia!

  7. MMMM Lucianele…devo dire che non le trovo molto libere ho letto libri su di loro e mi è imasto molto inculcato che non dovevano superare di numero di scarpe il 36 …e per questo usavano scarpe molto strette da sempre …senza elencare il resto …secondo mè sono obblighi che non dovrebbero esistere …dolce serata …
    un grande abbraccio …

  8. ma un GEISHO non esiste? non esisteva? Insomma…anche a noi donne piacerebbe tutta quella preparazione, il massaggino, il parlato colto e raffinato, l’atmosfera seducente che lui potrebbe creare quando noi donne, stanche dal lavoro, torniamo a casa! Vero è che il nostro lui ci invita a togliere gli abiti da lavoro ma….per indossare il grembiule e correre a preparare la cena! Grrr…

    Concordo sul fatto che è un bellissimo libro e che è piacevole anche per la donna prendersi cura del suo uomo con fascino ed intelligenza ma…voto per il geisho!!
    🙂

  9. Ho visto il film e l’ho trovato molto interessante. La cultura giapponese è fantastica da questo punto di vista e noi siamo lontani anni luce da loro!
    Un saluto

  10. Ili ..mi ha rubato il pensiero!!!!! Lo condivido pienamente…anch’io voglio un geisho!!!!!
    E…apprezzerei..oh se apprezzerei!
    La seduzione è un gioco bellissimo..ma va giocato in due.
    Un abbraccio Luciana 😉

  11. Ciao Luciana, in questo periodo avevo tanto da fare, e quando trovi un attimo di tempo per pensare a te stessa è allora succede un altro problema che ti ostacola la vita. Sembra di cercare una scusa per la mia scarsa mancanza sia nel mio blog, ma anche nel tuo, non e voglio sembrare essere senza rispetto, ma succede a noi tutti di non essere più capace a stare a dietro di tutte le cose. Provo essere più presente e vorrei anche trovare l’amore per il Computer, ultimamente non mi regalava serenità anzi tutta la elettronica mi rendeva nervosa. Ora sto meglio e sono qui per darti una buona domenica ti abbraccio con sincera amicizia Rebecca

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