Il nuovo libro di Pia Deidda

Una splendida persona con la quale, ormai, si è instaurato un rapporto di grande affetto.

La seguo abbastanza spesso nelle sue presentazione, alla Fiera del Libro di Torino…….

Sabato 17 dicembre, ore 15.00, Pia Deidda ha presentato il suo nuovo libro “E CANTAVAMO ALLA LUNA” presso la Biblioteca civica Primo Levi  di TORINO.

Airam, ultima sacerdotessa di un antico culto lunare nuragico officiato in Ogliastra, vive il dolore di non aver ancora avuto una figlia femmina alla quale tramandare i suoi poteri divinatori e oracolari. La consapevolezza della fine del suo mondo diventa più concreta all’arrivo dei romani che si impongono come conquistatori e dominatori. Ispirandosi ai resti nuragici presenti nel bosco Selene di Lanusei in località Genna ‘e Cili (Porta del Cielo) l’autrice costruisce, con una narrazione intensa e poetica, un frammento dell’antica storia sarda avvolgendola in un’aura mitica.

Visto che ho trovato stupendo il precedente libro di Pia, “L’ultima Jana” (l’ho letto e riletto più volte) non volevo assolutamente perdermi la presentazione di questa sua altra opera, ambientata in Sardegna.

Nel presentarcelo, l’autrice ha discusso della sua opera proprio sui luoghi che l’hanno guidata durante la stesura del libro, e cioè il Bosco Seleni di Lanusei.

 

 Nello stesso contesto, la Rebum Art presenta una mostra fotografica del  sito archeologico nuragico del bosco Seleni a Lanusei.

Situato a pochi chilometri dal paese, lungo la strada per Gairo, ad un’altezza di 1000 metri d’altitudine, Seleni è uno splendido bosco secolare composto in prevalenza da rigogliosi lecci, querce, castagni, roverelle, olmi e pioppi in cui è possibile ammirare varie rarità botaniche, tra cui la Digitalis purpurea e diverse specie animali, come cinghiali, volpi, barbagianni, donnole e ghiandaie.
Nel bosco sono presenti numerose sorgenti d’acqua limpida e fresca dalle rinomate proprietà curative. Al suo interno, immerso nella vegetazione, si trova un Parco Archeologico formato da un nuraghe, un grande villaggio, due tombe dei giganti e fonti sacre.
La mostra sarà aperta fino al 31 gennaio 2012.

E’ seguita una degustazione di prodotti sardi offerti dai circoli sardi Kinthales di Torino e Quattro Mori di Rivoli.

 

Fantastica la ricotta di pecora; e che dire del miele di asfodelo???????

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18 thoughts on “Il nuovo libro di Pia Deidda

  1. Come si potrei vivere con i tuoi post mia cara Luciana, anche se devo essere onesta, in questi giorni ho pocco tempo (per le preparazioni di natale 🙂 ..) per me e sempre un enorme piacere passare da te… con sincera amicizia ti abbraccio Pif

  2. Ciaoooo!
    Grazie per le tue consuete segnalazioni letterarie!!
    Sembra anche una persona simpatica la scrittrice! 🙂
    Buona giornata!

  3. Non conoscevo questa autrice, grazie per la segnalazione.Il libro mi incuriosisce moltissimo, la Sardegna ha un fascino singolare…
    Il miele di asfodelo lo assaggerei volentieri 🙂
    Ciao carissima Luciana e complimenti per i tuoi post sempre interessanti!

  4. Carissima Luciana, non ne perdi nemmeno una di queste occasioni!
    E che magnifica dedica, vale quasi più del libro, se ti piace la scrittrice!
    Stavolta mi sembra che non si tratti solamente di un libro, ma che ci sia un contorno ricco di aspetti interessanti.
    Per i miei gusti, anche se non l’ho assaggiato e non lo conosco, potrei anche dire che il miele potrebbe piacermi, ma sicuramente non la ricotta di pecora!
    Ciao donna affascinante, piena di interessi e ricca di cultura!

  5. Sarà sicuramente un bel libro!
    Non era a conosco il miele di asfodelo, adoro i fiori mi ricordano tanto la mia casa estiva e quando li vedevo sbocciare sul pendio della collina in cui si trova la mia villa pensavo adesso si torna a scuola.
    Buon Natale dolce Luciana !
    Rosaspina

  6. Cara Luciana,
    che bella sorpresa che trovo nel tuo blog! Ti ringrazio tantissimo.
    Ricordo a tutti gli amici che hanno qui scritto che l’asfodelo, nella mitologia, è l’unico fiore a vivere nell’aldilà. Quindi fiore simbolo d’eternità. Ricordi nel “L’ultima jana”? L’asfodelo è dipinto sul vaso di ceramica e si ritrova collocato nel vaso. Cicytella la fata/jana perde i poteri per amore e diventa donna: ma perde il potere di vivere in eterno? Ecco che l’asfodelo ci ricorda la vita eterna…
    Uffa, che brutta abitudine le proffie che ne approfittano sempre per fare lezione!!!
    Bando alle ciancie: il miele di asfodelo è ottimo sul formaggio.
    Ma in questo periodo consiglio una tisana con quello di corbezzolo: miele particolare molto più amaro e aromatico.
    E, per concludere, W LA SARDEGNA!!!
    E grazie a te di essere stata presente sabato e aver scritto questo bellissimo spaio in onore del mio romanzo.
    Un abbraccio
    Pia

  7. Bellissimo post…quasi un inno alla mia terra, la Sardegna.

    Ti ringrazio per queste bellissime sensazioni e immagini.

    Un abbraccio sincero,

    e ancora tanti auguri di un sereno Natale.

    Mehregiah

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