Serata bagna caoda

La bagna caoda è un piatto piemontese, anzi a dire il vero è il piatto piemontese per eccellenza.

Un piatto dai sapori forti, fatto di acciughe, aglio e olio in cui intingere verdure crude e cotte.

E’ un piatto da gustare in compagnia annaffiato con un buon vino, per me il Dolcetto di Borgo Moncalvo.

Un piatto che la tradizione vuole sia seguito da un brodo di carne e un pezzo di bollito.

Se volete servire un dolce……..ovviamente sceglierete il bunet.

Ogni famiglia piemontese ha la propria ricetta della bagna caoda; quella della nostra famiglia che si tramanda di madre in figlia, si discosta un pochino dalle altre.

Non voglio dire che sia più buona o meno, ma vi assicuro che quando la temperatura comincia ad abbassarsi, parenti ed amici telefonano: “Quando facciamo una bella bagna caoda?”

Era infatti una delle chicche di mio papà. In casa nostra era lui che la preparava. Il suo segreto era l’abbondanza di aglio: una “testa” ogni commensale.

Alla ricetta normale, lui aggiungeva della Margarina e della panna. Vi assicuro che si ottiene una cremina deliziosa………

Noi potevamo solo occuparci di lavare bene le verdure e prepararle…..

Sabato sera abbiamo c’è stata l’ultima abbuffata di stagione; ormai i cardi non si trovano quasi più ed il tempo è già troppo tiepido per questo genere di cena.

Questo cibo ha origini molto antiche. Pare che Re Vittorio Emanuele I

fosse un goloso di questo piatto e che avesse fatto cesellare dei fornelletti d’argento per gustarlo degnamente.

I poveri lo consumavano tra le botti delle cantine all’epoca della svinatura accompagnandolo da un buon bicchiere di vino novello.

La verdure principe della bagna caoda è sicuramente il cardo; da noi è di rigore il cardo gobbo di Nizza.

I cardi nascono nei terreni sabbiosi tra Nizza Monferrato, Incisa Scapaccino e Castelnuovo Belbo. Si seminano a maggio, si raccolgono a ottobre e diventano «gobbi» grazie a una particolare tecnica di coltivazione. Non si irrigano, non si concimano e non si trattano. A settembre, quando sono già alti e rigogliosi, sono piegati e ricoperti di terra. È qui che, tentando di liberarsi per ritrovare la luce, si gonfiano e si incurvano trasformandosi in cardi gobbi; è qui che le coste perdono ogni traccia di clorofilla, diventando bianchissime e tenere.

Basta risciacquarli con un po’ d’acqua e sono pronti: straordinariamente croccanti e dolci.

  Viene servita nei “fujot”, particolari recipienti di terracotta con sotto una fiammella che tiene sempre ben caldo l’intingolo.

 

Come idea in più, ho servito degli sformatini di patate rosse servite con un colata di bagna.

Cosa serve:

1 kg di patate rosse bollite

gr 250 di panna da cucina

1 uovo

Burro

Sale e pepe

Passare la patate al passaverdure, unire l’uovo, la panna, sale e pepe.

Mescolate fino ad ottenere una sorta di purea.

Imburrate dei pirottini da forno e riempiteli con il composto.

Informate a 180° per circa 30 minuti.

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22 thoughts on “Serata bagna caoda

  1. Ciao cara Luciana, se non hai cambiato le parole della vignetta, è un piatto che piaceva anche al dottor Occultis, mentre a me piacevano le avventure di Blek Macigno!
    Il tuo piatto non mi pare di aver mai avuto occasione di assaggiarlo, sicuramente ne ho sempre sentito parlare in termini entusiastici.
    Pensarlo ora fatto da te, credo debba essere ancora più saporito!
    Buona settimana amica mia, con un abbraccio!

  2. Ciao Luciana, alle prime ore del mattino mi fai venire una fame da lupo.. ti auguro una serena saettimana colmo d’amore.. Pif

  3. Non ti nego di non averla mai assaggiata,
    sarebbe bello poterlo fare come si deve
    ossia, mangiarla da chi la sa davvero fare.
    Penso che i piatti tipici vadano sperimentati
    proprio nel luogo di nascita perchè in quei
    luoghi si conservano le loro origini e tradizioni.
    Indi, dovrò venire per forza il Piemonte 🙂

    …buona giornata, Luciana
    un abbraccio
    Laura

  4. Ciao!
    Devo dire che, nonostante le mie radicate origini piemontesi, non sono una grande amante della bagna cauda…. Personalmente mi piace mangiarla come antipasto sui peperoni abbrustoliti (una vera bontà) mentre la classica non mi fa impazzire……però vedere il tuo tavolo imbandito mi fa venire voglia di mangiarla!
    Allora…. “buna sman-a”! 🙂

  5. ciao lucina, tutto molto invitante
    mi tieni pronto x mezzogiorno…anzi l’1 30 quando arrivo ahhh ?? ..ciao e buona settimana

  6. Così come la sorellina Pat, ho sempre sentito parla della bagna caoda, ma non l’ho mai assaggiata, mi piacerebbe davvero e chissà se un giorno questo mio desiderio venga esaudito.
    Con amicizia, Vito

  7. Mamma mia deve essere buonissima…ne ho sempre sentito parlare ma non sapevo cosa fosse…qui da me non abbiamo neanche un piatto che le assomiglia…ragione di più per provare a farla. Buon inizio settimana e un abbraccio!

  8. Non vi sono parole per descrivere questo piatto, l’adoro, ne mangio fino alla nausea.
    Devono essere anche deliziosi i tuoi sformati di patate rosse con la colata di bagna….
    Continua così, stai diventando un punto di riferimento culinario…..
    Buna settimana…… 😉

  9. lo sentita e devo dire che la rimangerei volentieri ….
    i piatti tipici detti anche “piatti poveri”ma molto deliziosi ….
    Dolce inizio settimana abbraccio sincero ..

  10. Anche a te cara Luciana un sereno marzo, che si un mese di speranza e amore ti abbraccio Pif

  11. Ogni volta chevengo nel tuo blog anche se ho appena mangiato mi riviene appetito guardando tutti i buoni piatti che hai preparato!!
    Un abbraccio ,buon fine settimana :Liù

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