Ciao Lucio

La nostra colonna sonora

La magia della grande musica si scopre quando i grandi cantanti se ne vanno. Ieri milioni di italiani hanno ripercorso in un attimo la propria vita con la colonna sonora di Lucio Dalla, così come avevano fatto alla morte dell’altro Lucio nazionale. Caro amico ti scrivo che nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino e se è una femmina si chiamerà Futura…

Ci sono cascato anch’io ed è stato facile, oltre che bellissimo. Il mio Dalla non è quello che avrei conosciuto di persona in anni recenti, e con il quale ho presentato libri, riso, scherzato, persino polemizzato. Il mio Dalla è la notte prima degli esami. Estate 1979, vigilia della maturità, Dalla e De Gregori in concerto con «Banana Republic» allo stadio Comunale di Torino, davanti a casa mia. Durante il giorno coi miei compagni avevamo studiato in cucinino, dove per un curioso gioco di rimbombi si potevano sentire le prove dei musicisti: sembrava che il sax di Dalla fosse in cortile. Ho il ricordo nettissimo di noi che interrompiamo una poesia del Leopardi per affacciarci al balcone e lasciarci trasportare da un suo assolo di jazz. La sera i compagni telefonarono alle mamme per dire che si sarebbero fermati da me a ripassare. Invece andammo allo stadio, confusi fra altri settantamila, ma col cuore che ballava di paura per il giudizio imminente e dei biglietti particolarmente meschini.

Eravamo nel settore più lontano dal palco e ancora non esistevano i maxischermi: De Gregori era un puntino, Dalla la metà di un puntino. Ma appena abbracciava il sax e ci soffiava dentro si trasformava in un gigante.

E poi, e soprattutto, c’erano le sue canzoni sparate nella notte: «Com’è profondo il mare», «Piazza grande», «Stella di mare» («Tuuuu come me», e quell’uuu gli usciva dalla cassa toracica come un’orchestra di cento elementi), «L’anno che verrà». Le sapevo tutte a memoria, a differenza delle poesie del Leopardi. Quando partì «Cosa sarà» («che ci fa morire a vent’anni anche se vivi fino a cento») guardai il cielo sopra lo stadio e giurai alle stelle che non sarei mai stato un ventenne morto, anzi, avrei fatto di tutto per diventare un centenario vivo. Quella frase cantata a squarciagola alla vigilia dell’esame di maturità segnò a tal punto la mia formazione che il giorno in cui, da adulto, conobbi De Gregori gli dissi che era la più bella che avesse mai scritto. De Gregori concordò sulla bellezza della canzone e aggiunse con un sorriso che purtroppo non era sua, ma di Ron e Lucio: lui l’aveva solo cantata. È stato uno dei momenti più imbarazzanti della mia vita e anche questo lo devo a Dalla.

Chiuderei con «Attenti al lupo», che a trent’anni mi salvò da un principio di depressione: non ho più trovato una canzone capace di trasmettermi tanta incomprensibile allegria.

MASSIMO GRAMELLINI DA “LA STAMPA “ DEL 02/03/2012

 

Nanì, Nanì, Nanì
Venti euro di verginità,
quelli al padrone, la mia che resta qua.
Dimmi perché tu ami sempre gli altri e io amo solo te
Dimmi perché mi hai chiesto di andar via quando ti ho detto
“Vieni via con me”
Nanì, Nanì, Nanì

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13 thoughts on “Ciao Lucio

  1. Ma quando vide la luna uscire da una nuvola gli sembrò più dolce anche la morte.
    Lucio Dalla

    Ciao… ora sei lassù tra i Grandi come Te…..

  2. Pian piano se ne vanno tutti.. vuol dire che stiamo invecchiando.. ma lui rimane sempre nei nostri cuori… ti abbraccio sereno weekend ci sentiamo lunedi in amicizia Pif

  3. Grazie per averlo ricordato in maniera così personale facendoci partecipe dei tuoi ricordi, Lucio era è e sarà sempre un grande, ci ha lasciato la sua bella musica di Artista vero, immenso, umile, silenzioso….una musica che resterà sempre a parlarci di lui:
    E’ il mio artista preferito…..

  4. Uno dei miei pochi cantautori preferiti. Ha accompagnato molti momenti della mia vita con la sua poesia in musica.

    Ciao
    ogni tanto riesco ad entrare nel tuo blog dopo vari tentativi e mi fa piacere.

  5. Parlare adesso di quale sia stata la sua migliore canzone è banale, oltre che molto soggettivo…. pero’ vorrei segnalare alcune frasi di una di queste:

    E come lacrime la pioggia
    Mi ricorda la tua faccia
    Io la vedo in ogni goccia
    Che mi cade sulla giacca

    Stare lontano da lei non si vive
    Stare senza di lei mi uccide

    Canzone trovala se puoi
    dille che l’amo e se lo vuoi
    va’ per le strade e tra la gente
    diglielo veramente
    non può restare indifferente
    e se rimane indifferente
    non è lei

    Buona giornata e buon inizio settimana a tutti!
    🙂

  6. Che bel ricordo Luciana. Mentre leggevo la descrizione del concerto, mi sono specchiato pure io nella mia memoria di studente, e nell’attrazione che vivevo per musica e concerti. Di Dalla mi sono particolarmente piaciuti gli album da Com’è profondo il mare a Dalla del 1980, quello dove era contenuta la bellissima Cara.

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