Libri……o ebook ?

Adoro leggere e adoro leggere i libri di carta.

Nonostante il mondo sia sempre più digitale (e io uso giornalmente computer, Ipad, Iphone e quant’altro), non mi convincerò mai a leggere con l’ebook.

I libri sono fatti per essere presi in mano, anche a letto, anche dove non ci sono prese elettriche, e anche dove qualsiasi batteria si è scaricata.

Possono essere sottolineati, sopportano orecchie e segnalibri, possono essere lasciati cadere per terra o abbandonati aperti sul petto la sera quando ci si addormenta leggendo…….

Possiamo leggerli sul lettino della spiaggia senza la paura che la sabbia entri nel nostro lettore; soprattutto teniamo la testa come vogliamo e non fissa e tesa verso lo schermo, con seri rischi per la nostra cervicale…….

Ora vi propongo le mie ultime letture della scorsa settimana.

Due libri molto belli, sebbene molto diversi.

 

In un supermercato di Vigàta viene commesso un furto, nella notte è stato sottratto l’incasso – una grossa somma – ma non ci sono segni di effrazione. Il direttore Borsellino appare un po’ frastornato, si sente chiamato in causa dalle domande di Augello e Montalbano, in una parola ha paura.

Il giorno seguente Borsellino è morto, impiccato nel suo ufficio. Suicidio? Il dottor Pasquano ha qualche dubbio; cosa si nasconde dietro quel furto? E cosa ha taciuto il direttore? Nel frattempo in un appartamento di Vigàta viene trovato il cadavere di una ragazza. È stata accoltellata, a denunziare l’omicidio il convivente, Giovanni Strangio, che però ha un alibi di ferro. I due fatti criminosi sfiorano i nomi di due potenti: l’onorevole Mongibello, amministratore della società proprietaria del supermercato, e Michele Strangio, presidente della Provincia, padre di Giovanni.

Come sempre nei gialli di Camilleri due storie si rincorrono, si incrociano, si separano e poi tornano a intrecciarsi. E Montalbano questa volta si trova a giocare duro: stretto da un lato dai superiori che dicono e non dicono, dall’altro dal giudice che non la vede come lui, infine dall’opinione pubblica guidata da Televigàta, decide di intervenire in prima persona gettando a mare problemi di coscienza e sensi di colpa. E il quadro improvvisamente si ricompone e appare in tutta la sua scomoda verità.

 

  Una vita ordinata e rispettabile, un buon livello sociale raggiunto, una moglie ordinata capace di crescere i due figli e di governare la casa naturalmente adeguata alle aspettative di immagine e comodità all’altezza della posizione conquistata. Deviazioni dalla linearità della regola di corretta condotta? Al massimo qualche fantasia nell’immaginario interiore, qualche pensiero audace rivolto a procaci donnine e una punta d’invidia per chi aveva il coraggio di prendere il treno e di andarsene ignorando ogni eventuale giudizio di sconvenienza.

Ma, dietro l’angolo del prossimo incrocio, si annida in agguato il fallimento della ditta dove Kees Popinga svolge ordinatamente le mansioni di direttore: glielo rivela lo stimato proprietario stesso che, con buona dose di ironia, confessa di aver impegnato il capitale aziendale in avventate operazioni finanziarie manipolando, in barba al buon Popinga, i libri contabili. Bancarotta fraudolenta. Nessun problema. Julius de Coster jr., colto in un’osteria non certo degna del rango, senza remora di bere oltre i limiti della decenza, confessa allo stupefatto “signor Popinga” che simulerà il suicidio abbandonando gli abiti in riva al fiume per salire, prima della fine della notte, su una vettura di terza classe diretta oltre confine. Per il buon Kees è la fine: impossibile far fronte alle rate del mutuo per pagare la casa, difficilissimo, data l’età, trovare un lavoro all’altezza del tenore di vita.

Passa la notte a riflettere sul futuro a fosche tinte e scopre che, in fondo, non è impossibile dormire sereno dopo aver maturato una decisione: meglio seguire l’esempio del principale, meglio cambiar vita! Eccolo dunque salire a sua volta sul treno con una meta ben precisa: andare dalla bella Pamela che, l’anno prima, non aveva nemmeno osato guardare. Ma avventurieri non ci si inventa, l’errore attende in agguato e, allora, può essere si scateni la più grande caccia all’uomo che Europa ricordi.

Allora……libro cartaceo o ebook?

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29 thoughts on “Libri……o ebook ?

  1. Beh, da parte mia posso affermare che da quando ho il mio ebook reader non posso più farne a meno! Mi piace portarmelo in giro, nella borsetta e leggere dove mi capita. In questo modo ho notato che leggo molto di più perchè ogni volta che ho un momento libero ce l’ho sottomano. Inoltre può contenere tantissimi libri e pesa pochissimo… Per cui, per me, ebook!

  2. Per me e più bella un libro… ormai tutto diventa eletronico… e mi dispiace perchè perdiamo tante di belle cosa a causa della eletronica moderena… per esempio dove sono andati i fotoalbum, oggi tutti digitale … Pif

  3. Cartaceo, decisamente cartaceo, non c’è paragone. Il gusto di tenere il libro tra le mani, sfogliarne le pagine, mettere il segnalibro per non dimenticarsi dove si è arrivati. Eh lo so, la tecnologia avanza, ma io ancora a questo non riesco a rinunciare, quindi resto fedele alla carata finché mi sarà possibile… unico inconveniente… lo spazio.. non so più dove mettere i libri 🙂
    Ciao e grazie per i suggerimenti dei due libri
    Buona nuova settimana
    Pat

  4. adoro l odore e il senso prendere sulle mani un libro nuovo…voltare ogni pagina e poi dal inizio fino che inizio leggerlo..non lo cambio questo per nulla
    un abbraccio forte x te cara amica

  5. Anche se preferisco il cartaceo, dico che qualunque sia il mezzo, l’importante sia leggere. Sono sicuro che tu, Luciana, sia d’accordo con me. Ciao buona serata forse senza pioggia. Osv.

  6. Moi aussi je suis comme toi j’aime lire!!
    Le modernisme nous envoie le book electronique mais j’aime le papier et j’aime craquer sur un livre j’aime prendre le temps de le choisir et ainis je flane au milieu des livres donc papier….
    Bonne semaine Luciana gros bisousssssss

    Cocopaillette

  7. Mi pare che ci sia una maggioranza schiacciante a favore dei libri cartacei tradizionali e pure io mi ritrovo in quella posizione, sebbene riconosca anche i vantaggi delle tecniche moderne, sopratutto riguardo allo spazio, che per me è ormai un problema assai critico.
    Pensa che, fra i tanti libri già comperati e non ancora letti, uno dei criteri che devo considerare nello scegliere il successivo da leggere è di trovare poi lo spazio da riporlo non appena letto.
    E’ pure un problema frequente, dato il mio ritmo di lettura, anche oggi dovrò iniziarne un altro, visto che ieri sera l’ultimo l’ho terminato.
    Credo che, con tutta la passione, anche fisica, per il sentire un libro in mano, sarà inevitabile finire per convertirsi alle proposte della tecnologia, considerato pure i costi ridotti, rispetto alle edizioni tradizionali, ma pure la mancanza delle stesse, in certi casi, come a me è capitato di constatare per un autore da me seguito.
    Riguardo ai libri da te proposti, dico subito che Camilleri, pur avendoci provato, non sono riuscito a leggerlo, quindi l’ho già messo in disparte, mentre di Simenon ho una discreta raccolta di libri col commissario Maigret, che ora non credo rileggerei più.
    Ciao Luciana, un abbraccio e felice giornata e ancora migliori letture!

  8. anch ‘io ho il mio ebook, me lo hanno regalato i figli, mi ci hanno caricato dei libri, ed ho iniziato a leggere .
    mi sono subito m,ancate le pagine , la recensione sulla copertina ,
    i numeri delle pagine ,e poi a me piace andare a vedere la fine del libro cosi’ me lo gusto meglio.
    sono stata disorientata per un pò , poi è molto comodo da mettere in borsa , non pesa ,è pratico, ma continuo a desiderare un libro di carta

  9. Il piacere di sfogliare un libro e di annusare il profumo della carta stampata è, per me, insostituibile. Non esiste “marchingegno” che mi potrebbe dare la stessa emozione, ma io non faccio testo, non ho hiphon, Ipad ecc.
    Il libro di Simenon che citi l’ho letto anni fa, di Camilleri non ho letto nulla anche se mi piace da matti ascoltarlo.
    Buona giornata.

  10. Il libro cartaceo ha un fascino che nessuna tecnologia potrà mai oscurare…
    Grazie per i suggerimenti, le tue recensioni mi incuriosiscono sempre…io adesso sto leggendo “L’ombra del vento”, sono all’inizio ma già mi piace molto. Sono sicurissima che lo hai già letto… 😉 è troppo bello, non poteva sfuggirti!! 🙂
    Un abbraccio dal ♥

  11. Ein sehr guter Bericht,schon wieder haben wir Freitag,sind noch bis Morgen noch an der Ahr,dann geht es wieder nach Köln ,es ist nur Regen und viel Nebel.Wünsche dir ein glückliches schönes weekend,in Freundschaft Gislinde.

  12. cartaceo. Le poche esperienze di lettura al pc sono miseramente fallite: gli stessi libri letti da LIBRO li ho gustati amabilmente.

    In merito alle letture che ci proponi pensavo che quel detto che dice che è difficile essere profeta in patria è proprio vero: Non amo leggere Camilleri, specie i suoi ultimi libri infarciti di dialetto (il mio) fino all’inverosimile. Ma tu come te la cavi col dialetto siculo?

  13. Simenon-Camilleri, Maigret-Montalbano è difficile non trovare affinità elettive tra i due autori e coincidenze nel carattere tra i due personaggi. Che Camilleri abbia preso ispirazione da Simenon creando il personaggio di Montalbano non l’ha mai nascosto. Inoltre questi due autori quando scrivono romanzi che non vedono protagonisti quei due personaggi che Li hanno resi famosi nel mondo, riescono lo stesso a coinvogerci. Condivido con Luciana pienamente la passione per questi due scrittori e anche nel mio uffico ho trovato colleghi che hanno la stessa passione. Grazie Luciana di averlo fatto rilevare in questo tuo interessante post nel tuo stupendo Blog. Ti do uno spunto per il tuo prossimo libro: visto che entrambi i personaggi (Maigret e Montalbano) sono delle buone forchette perchè non provi a sperimentare qualche buona ricetta di quelle che compaiono nei romanzi dove sono protagonisti?

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