Dai miei libri..

  • da “Narciso e Boccadoro”

La massima sofferenza e la suprema voluttà hanno un’espressione perfettamente simile.

  • da “Zia Mame”

Quest’uomo ha la statura morale di una capra.

  • da “La variante di Lunenburg”

Quando si è sotto l’influsso di una passione, si vorrebbe che il mondo intero ce ne manifestasse, sempre e dappertutto, segni e simboli.

  • da “Gocce di Sicilia”

O Santissimu filanu

grannissimu ruffianu

trovami un partitu,

dunami un marito.

  • da La maga delle spezie”

Quando il latte è cagliato può forse tutto lo zucchero di questo mondo farlo tornare dolce?

  • da “Stelle di Provenza”

…..il cassettone pieno di lenzuola e asciugamani di lino ricamato che si addicevano al muso non rasato di Gaspard come una cuffia di pizzo a un San Bernardo.

  • da “Pubblicità Ferrero Rocher”

Nella vita ti possono piacere in tanti, ma solo uno ti ruba il cuore.

  • da “Bancone verde menta”

Pensai agli operai, alla Torino abbandonata e alla Millecento che brucia ne “L’operaio della Fiat” di Rino Gaetano. Pensai alla pista sui tetti del  Lingotto, dove si provavano le auto, e cosa doveva provare chi le guidava lassù dove si tocca il cielo. Pensai alle tante fabbriche dismesse che somigliano a scheletri, a mummie.

  • da “Delirio amoroso”

Castelli dei miei silenzi, castelli dei miei dolori, tempi di oscure meraviglie. Cantano fuori i canti della notte spietata. E tu, fiorisci, dentro quelle spezie amarissime e sorde del ricordo. Perchè mi hai fatto male? La prigione io l’avevo vissuta, e prigioniera mi hai rifatto col canto dell’amore.

  • da “Beautiful boy” di John Lennon

La vita è ciò che accade mentre sei occupato a fare altri piani.

  • da “Risveglio a Parigi”

Une orange sur la table, ta robe sur le tapis, e toi dans mon lit, doux present du present, fraicheur de la nuit, chaleur de ma vie. J. Prevert

  • da “Il guardiano del faro”

Non scordate mai che il potere dell’amore può risolvere ogni conflitto, accorciare ogni distanza, risplendere attraverso i muri di cristallo…..

  • da “Le perfezioni provvisorie”

Il senso di perfezione che hanno solo le cose provvisorie e destinate a finire presto.

  • da “Kitchen”

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, come è fatta: purchè sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene.

  • da “L’amica americana”

E in altre occasioni una milanese o una viennese, una svizzera, un  messicano, un savoiardo, un tocchetto di parmigiano. Ho bevuto americani, marocchini e moretti. Cannibalismo sublimato dalla gastronomia.

  • da “Non esiste saggezza”

Ti accorgi presto che se guardi troppo a lungo nell’abisso, in realtà è lui che sta guardando te. Nietzche

  • da “La collega tatuata”

……e i piatti incrostati di untume. Li dovrò lavare a mano, considerò infilandosi le scarpe, quell’inetta di lavastoviglie è stata di sicuro progettata da un’ingegnere maschio che non ha mai lavato un piatto in vita sua e pretende, la schifosa, che il lavoro lo faccia io per tre quarti mentre lei si limita ad una rumorosa leccatina, lei e la sua sberluccicante targhetta De-Luxe – Made in Germany, che chissà perchè dev’essere un titolo d’onore, anche il nazismo era Made in Germany.

  • da “Momenti di trascurabile felicità”

I pigiami………e poi perchè hanno il taschino sul petto? Chi è che ha mai usato il taschino del pigiama? Perchè lo mettono? Nessun responsabile o azionista delle case produttrici di pigiami ha detto una volta in consiglio di amministrazione: Ma che li facciamo a fare questi taschini? Perchè non la smettiamo?

  •  da “Il ristorante dell’amore ritrovato”

Decidemmo di fare una breve sosta e restammo fermi ad ammirare i bucaneve: sembravano fatine apparse all’improvviso nella neve. 

  • da “Come le mosche d’autunno”

Camminavano avanti e indietro, da una parete all’altra, in silenzio, come le mosche d’autunno , allorchè passati il caldo e la luce dell’estate , svolazzano a fatica , esauste e irritate , sbattendo contro i vetri e trascinando le ali senza vita.

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